Una favola anti guerra

Le parole hanno un loro potere; ci sono le parole cattive con cui si litiga, che vengono urlate e che possono offendere, poi ci sono quelle buone, educate che raccontano cose belle, con cui si fa amicizia, che servono a scrivere le leggi che preservano i diritti di tutti.
L’insieme di entrambi i gruppi, disegna la mappa dell’umanità tra guerre e pace, orrori e bellezza, ingiustizie e giustizia.
Confido nel potere delle parole buone ed educate, bisogna impegnarsi a difenderle ed insegnarle ai bambini fin dalla primissima età, perché è il linguaggio il fondamento di una società democratica. Adolescenti e bambini devono entrarvi in contatto quotidianamete, solo così avranno gli strumenti per trascrivere la propria cartina stradale nella mappa del mondo.
La favola di Mario Lodi, La strabomba, qui presentata in tre puntate, è scritta con parole buone che dicono NO alla guerra; leggerla per sè e raccontarla a chi ci è accanto, fa star bene e aggiunge del buono nelle mappe piccole e grandi.

La Strabomba (Prima puntata)

Nella sua fabbrica padron Palanca faceva le bibite con gli scarti del petrolio. Ma nessuno comperava quelle bibite perché non piacevano. Allora inventò una pubblicità televisiva per convincere la gente a bere: Una bibita da re per la mamma, per il papà e per te!

Così tutti le bevevano e lui diventò ricco ricchissimo quasi come il re.
I ricchi sono sempre amici dei re e anche padron Palanca lo diventò.
Una sera andò a cena nel suo castello e gli disse:
“Ho un’idea! Perché non facciamo una grande guerra? Io ti costruirò una strabomba che nessuno ce l’ha e tu mi darai centro stramilioni.
Io diventerò il più ricco del mondo e tu il re di tutta la terra”.
“Bene” disse il re, “ma come si fa a convincere la gente a fare la guerra per noi?”
(…)

(A domani per la seconda parte!)