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Save The Children: troppi bambini vivono la guerra

La guerra in Siria continua! E a farne le spese – come sempre – è la popolazione civile, ormai da quasi sette anni immersa in un vero e proprio incubo.

Mentre proseguono i bombardamenti in molti, dalle Nazioni Unite all’Onu, dall’Unicef a Medici senza frontiere, denunciano a gran voce l’orrore che si sta compiendo in quelle terre.

the_war_on_children_reportSave The Children con il rapporto “Guerra ai bambini /The war on children”, lanciato dall’organizzazione in collaborazione con il Peace research Institute di Oslo, mette in luce una situazione ormai fuori controllo circa il numero di minori vittime di violenze, abusi, rapimenti che vivono nei paesi coinvolti nei conflitti.

Più di 357 milioni di bambini, 1 su 6 al mondo, vivono attualmente in zone colpite dai conflitti.

Dal rapporto emergono le zone rosse, Siria, Afghanistan e Somalia in cima alla classifica dei dieci paesi segnati dalla guerra dove è più difficile essere bambini e dove le conseguenze sulla loro vita sono ancora più gravi. Tristemente seguono Yemen, Nigeria, Sud Sudan, Iraq, Repubblica democratica del Congo, Sudan e Repubblica centrafricana, mentre Medio Oriente e Africa risultano le macro-regioni che registrano i tassi più alti al mondo di minori che vivono in aree colpite da conflitti.

“Stiamo assistendo a un aumento scioccante del numero di bambini cresciuti nelle aree colpite da conflitti e alla loro esposizione a forme di violenza immaginabili. I bambini stanno subendo sofferenze che non dovrebbero mai vivere sulla propria pelle, dagli stupri all’essere utilizzati come kamikaze. Le loro case, scuole e campi da gioco sono diventati veri e propri campi di battaglia. Crimini come questi rappresentano abusi intollerabili e sono una flagrante violazione del diritto internazionale. I leader mondiali devono fare di più per assicurare alla giustizia i responsabili di questi abusi. L’incapacità di proteggere i bambini nei conflitti, infatti, non soltanto ha come conseguenza quella di negare il futuro agli stessi minori, ma anche ai loro paesi.”

Daniela Fatarella, Vice Direttore Generale di Save the Children Italia.

Basta alla cultura dell’impunità.

Qui il rapporto (PDF/English)