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Il Natale di Allegra

Capitolo 3

sentiro di alberiQuesta era l’intenzione del lupo, ma la situazione è più grave del previsto. La bambina non riesce a seguirlo. Tentoni Allegra cammina nella bufera e purtroppo cade giù per un piccolo pendio, mentre scivola sente sempre più lontano la voce del suo amico che le grida: “Chiedi aiuto al vecchio albero!”
Finito lo scivolo, Allegra si ritrova sulla riva di un laghetto ghiacciato e nonostante la paura inizia a chiamare ad alta voce ,“Vecchio albero aiutami!”
Dopo un periodo di tempo indefinito nel bianco della neve che cade fitta, Allegra vede le fronde degli alberi piegarsi alla sua altezza, come per indicarle il cammino. Si muove per seguire quello strano sentiero, dove i rami la proteggono dalla neve e dove presto la portano davanti ad un grosso albero con delle radici enormi, “il vecchio albero della foresta di cui mi ha parlato lupo” pensa fiduciosa la bambina.
Allegra prende un respiro e si presenta: “Ciao mi sono persa, con tutta questa neve non posso tornare a casa, mi può proteggere lei signore albero?”
Dall’albero si aspettava una voce importante e seria al pari della sua dimensione, rimane quindi sorpresa nel sentirne una gioiosa ed imperfetta con la “esse” sibilante. Allegra viene così ospitata nella cavità del suo tronco, caldo e tranquillo, e parlarono tanto, lei con la sua erre mancante e lui il saggio della foresta con la sua lettera sibilante, fino a che stanca la bambina si addormentò, calma e sicura.
La mattina seguente era tornato il sole e fuori del suo nascondiglio la stava aspettando il lupo. Allegra ne fu felice e notò che il suo pelo alla luce non era così scuro come le era apparso la notte precedente, ma era color miele con qualche sfumatura marrone tra il pelo bianco, candido come la neve, “Buongiorno piccola, ero sicuro che vi sareste trovati!” Allegra abbraccia forte il suo amico e si rivolge all’albero, ringraziandolo di averla aiutata e di averle svelato tutti i segreti di quel luogo, del rapporto antico tra gli uomini del paese e gli alberi, del loro reciproco rispetto, scoprendo che agli alberi piace per mano di bravi artigiani diventare dei mobili o degli utensili, una volta giunto il momento di lasciare spazio a dei nuovi alberi, perché anche questo fa parte del loro destino.
Quell’albero fu l’unico, che molto tempo fa, riuscì a farsi ascoltare dalla figlia del boscaiolo. Lei s’innamorò di quella voce imperfetta ma così calda e sincera, di quell’albero saggio che chiedeva di trovare un modo per continuare ad aiutare l’uomo rispettando però i tempi della foresta. La giovane fanciulla era però molto fragile e si ammalò gravemente. Desiderò essere sepolta sotto il grande albero vicino al lago e chiese al padre una volta al mese di portarle dei fiori e di consultare lì l’albero affidandosi ai suoi consigli per una convivenza serena di tutti loro. E così fu, che iniziò la magia tra uomo e natura in quel piccolo paese tra le montagne.
La bambina e il lupo si salutarono non appena avvistata la squadra di ricerca. Davanti al gruppo c’era il papà di Allegra. Alle numerose domande dei suoi genitori e del gruppo di salvataggio, la bambina risponderà con estrema sincerità, ma il suo racconto è visto come frutto della fantasia e poiché lei continuava con la stessa versione, la cosa fu lasciata sempre in sospeso e mai approfondita realmente.

(…)

Favola di Simona Novacco

Colora l’Albero! ( clicca per scaricare il disegno di nonna Melina!)