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Educatori: lettera aperta a PRESA DIRETTA

presa direttaLa puntata del 27 settembre di PRESA DIRETTA condotta da Riccardo Iacona su Rai 3, trattava l’argomento Soldi appalti potere: un’inchiesta sulle grandi cooperative italiane. Società storiche di costruzioni e servizi nate con fine mutualistico e solidale, ma che oggi sono finite sotto inchiesta per reati di associazione a delinquere, corruzione, infiltrazione mafiosa.
Il Terzo Settore è da tempo nelle mani di una società corrotta, e a farne le spese sono il senso di civiltà del nostro paese e i lavoratori gruppo educatoridel sociale. Per questo motivo il gruppo di facebook Educatori laureati i scienze dell’educazione…Uniamo tutti insieme! nato per difendere questa professione , ha scritto alla redazione del programma per denunciare la situazione drammatica della categoria educatori, in un paese di cooperative e appalti che si sta impossessando anche della prima infanzia.

Di seguito il contributo del portavoce del gruppo Graziano Ruggiero:

Buonasera. Sono il portavoce del gruppo Facebook EDUCATORI LAUREATI IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE..UNIAMOCI TUTTI INSIEME! Abbiamo saputo in anticipo quale fosse il tema di questa puntata ed è fermo interesse nostro denunciare quanto accade in Italia perché ne siamo diretti testimoni. Noi ci siamo costituiti in un gruppo per combattere le inefficienze e le negligenze del Sistema Formativo Universitario. Il nostro gruppo persegue l’obiettivo di fare riconoscere la professione dell’educatore che in Italia, nonostante sia sostanzialmente riconosciuta, ha una situazione molto paradossale: la nostra formazione è condotta da due università (forse due mondi paralleli ed opposti) che si contendono gli studenti. Le facoltà di Scienze dell’Educazione e le facoltà di Medicina e Chirurgia. Ciascuna forma ed immette nel mercato del lavoro due educatori uno riconosciuto ed uno rifiutato. Si proprio così rifiutato! Strano da accettare vero, nonostante il Processo di Bologna che vedeva le lauree triennali come automaticamente riconosciute ed abilitanti all’esercizio della professione. Eppure nel nostro meraviglioso paese si assiste ancora a simili disfunzioni. E’ ancora uno strano paese il nostro. Che preferisce “allevare” notevoli criticità, nella salute, nella marginalità, nel disagio sociale, nell’emigrazione, nelle fasce giovanili, ma quando si tratta di applicare la Costituzione e, ad esempio, fare lavorare educatrici ed educatori per prevenire tutte le forme di disagio giovanile nella scuola, se non è l’Europa ad obbligarci a farlo (come per gli insegnanti, ad esempio) non si muove un filo d’erba!
E bene la cronaca molto recentemente ci ha portato a scoprire che occuparsi del Terzo Settore rende più di una partita di droga. Questa è un onta enorme per noi lavoratori del terzo settore dove ogni giorno ci occupiamo con professionalità di malattia mentale, minori, carcere, handicap, marginalità sociale, tossicodipendenza e tanto altro ancora. Una vergogna insopportabile per i buoni cooperatori. Eppure, se non fosse stata per questa indagine che ha svelato i legame tra corruzione, imprenditoria sociale e criminalità organizzata noi saremmo ancora nell’oblio, sepolti da insopportabili collusioni e silenzi frastornanti. Ma nessuno ha mai detto che c’è del marcio da molto prima nella cooperazione sociale? E che se la criminalità organizzata si è accorta di questo settore, anzi di questo “mercato”, è solo grazie alla illegalità che contraddistingue il Terzo Settore oltre al volume di affari che si genera?
Facciamo un esempio: si ha idea di quanto renda non pagare lo stipendio di un lavoratore o rallentarlo sistematicamente di alcuni mesi? Da uno a nove mesi di ritardo nel pagamento di una retribuzione, vi pare poco? Come fanno secondo voi le famiglie di chi è un lavoratore della Cooperazione Sociale a vivere? Come pagano mutui, bollette, l’alimentazione, l’igiene ed il vestiario, e mantenere i figli?? C’è davvero da essere molto, tanto arrabbiati. Ma in silenzio andiamo avanti. E si badi bene che siamo in silenzio non perché non protestiamo, ma perché tutta la nostra azione viene sempre assorbita da un maledetto muro di gomma. Quel maledetto MURO DI GOMMA che si nutre di OMERTA’. Quello della politica locale e regionale che attraverso il “virtuoso” giro di voti, di preferenze e di “curricula” intercetta il malcontento e, pena il giro di vite sul lavoro, è capace di zittirci tutti. Oggi per il lavoro, per averlo e per mantenerlo si fa di tutto, tutto. Si arriva anche a farsi licenziare per permettere di ottenere gli sgravi per le nuove assunzioni. Ma come si fa ad uscire da tutto questo schifo e da tutta questa miseria di umanità? Per non parlare della infinità di cause legali aperte dai lavoratori perché costretti a farlo per recuperare le retribuzioni! E’ ancora un paese normale il nostro perché si possa vivere garbatamente e dignitosamente? Perché nessuno dei giornalisti si è per esempio occupato delle condizioni di lavoro di tutti coloro che lavorano nelle cooperative sociali e del malaffare che gravita sui comuni per facilitare ora quel Cooperatore vicino a chissà chi ora per ostacolare quell’altro Cooperatore vicino a chissà chi altro. 
Per non parlare dei sindacati che su queste questioni sono evidentemente in affanno. Il privato, per i sindacati, è molto più difficile e pericoloso del pubblico. Il paradosso raggiunge il massimo poi quando certuni sindacalisti si impegnano in tal senso e tanto la politica quanto le centrali cooperative invitano (con quell’armonia del dire un po mafioso!) a non attirare l’attenzione. Tra di noi, anche se non ce lo diciamo, si ha l’impressione che il Paese sia davvero finito! Se non si è capaci di assicurare la retribuzione allora che qualcuno chi ha la risposta pronta e forte ci dica di cosa e come dobbiamo vivere salvo che non ci voglia invitare a casa sua??!
Io e tantissimi dei miei colleghi siamo lavoratori delle Cooperative Sociali e siamo impegnati tanto nel Sistema Sanitario Regionale quanto nel Sistema degli Interventi e Servizi Sociali Integrati (Legge 328/2000). Purtroppo dispiace dirlo ma “La Coop non sei tu!”. Da una piccola indagine fatta un pò di tempo fa era emerso che ogni tre lavoratori che percepivano, diciamo regolarmente, la propria retribuzione ce n’erano quasi due che invece erano in serissime difficoltà. Ora perché il sistema della Cooperazione Nazionale, che è perfettamente a conoscenza della situazione fa finta di non sapere nulla?? Perché LeggaCoop, CGM, ConfCooperative ed altre, anzi perché l’Alleanza delle Cooperative (costituitasi a suo tempo con il benestare del Presidente della Repubblica) non smette di abusare dei lavoratori del terzo settore?
Spesso assistiamo ad esempio a gare d’appalto nei comuni il cui tempo di esercizio del servizio messo a gara è di gran lunga inferiore al tempo necessario per costruire ed espletare la stessa gara d’appalto. Ed a tal proposito il Magistrato dell’ANAC, il Dott. Raffaele Cantone, aveva recentemente scritto che non sono più sostenibili gare d’appalto spezzettate per manciate di mesi. E non parliamo del sistema dei servizi sanitari rappresentato per quel che ci riguarda dalle strutture per la riabilitazione psichiatrica e la riabilitazione e gli anziani: un ginepraio.
Per non parlare dell’ultimo mercato di cui la Cooperazione Sociale si sta interessando: la specialistica scolastica! Cooperative vincono gare di appalto per gestire la specialistica scolastica da settembre-ottobre fino a giugno e se pagano gli educatori, essi sono pagati fino a giugno per i restanti mesi questi lavoratori e le loro famiglie non mangiano e non vivono. Sono ibernati! Altro che assemblee e scioperi. Roba da cronaca nera per la enorme e copiosa violazione dei diritti. Perché il Ministero dell’Istruzione non assume gli educatori per le scuole d’ogni ordine e grado, così come fanno in alcuni stati europei, dove l’educatore (si legga bene l’EDUCATORE e non il personale ATA) è parte del personale operante personale non-docente della scuola. Ed anche in questi servizi i lavoratori spesso hanno notevoli ritardi nelle retribuzioni. A proposito Dott. Iacona ricorda alcuni mesi fa, su RaiRadio1, quando diceva che ci vorrebbero migliaia di educatori in Italia, raccontando della vicenda di quella famiglia a cui il tribunale per i minorenni, tramite gli assistenti sociali, aveva tolto 6 figli perché i genitori non potevano prendersene cura?
E bene …. ci sono ! ce ne sono a decine di migliaia di educatori. Ma lo Stato Italiano li snobba, li snobba tutti e li fa lavora per la criminalità organizzata. Che dramma! Chi deve fare i controlli? SPESAL, ASL, Comuni e Regioni devono fare i controlli e non li fanno. Come mai? Per non parlare poi ancora della presa in giro della Certificazione di Qualità UNI ISO: le lampadine che si mettono a festa quando è natale oppure quando c’è la festa patronale. Si allestisce la qualità giusto il tempo necessario ad ottenere le certificazioni di qualità e poi … la si smonta il giorno dopo.

Per concludere una chicca: nei bandi di gara e negli accreditamenti è consuetudine che la cooperativa sociale alleghi alla documentazione per partecipare alla gara il DURC, oggi DUVRI (documento sulla regolarità contributiva che viene inviato all’INPS). Bene ma come può essere che lo Stato voglia sincerarsi che il cooperatore sia ligio nel versare i contributi inps, mentre mostri il più netto e sostanziale disinteresse se il datore di lavoro (una cooperativa) non paga la retribuzione?