Unicef: Al via la campagna “Voci dei bambini nelle emergenze”

Parte oggi la nuova campagna di sensibilizzazione dell’Unicef a favore di un’infanzia sempre più vittima delle crisi umanitarie.

Unicef“Voci dei bambini nelle emergenze” promossa dall’UNICEF e da ECHO (Dipartimento della Commissione europea per gli aiuti umanitari),

nasce per offrire ai bambini colpiti da calamità naturali, carestie, conflitti e sconvolgimenti politici un luogo dove poter raccontare le loro storie, attraverso testimonianze e immagini.

MA CON LA NOSTRA PARTECIPAZIONE!

Attraverso il sito web (www.vocideibambini.it) tutti noi possiamo contribuire a diffondere le voci di questi bambini “prestando” loro la nostra voce. Ogni utente potrà condividere sui propri social media questi materiali, per aiutare i bambini a far sentire la propria voce, dimostrando che ognuno di noi può fare la differenza per loro.

COME?

Attraverso un semplice gesto: con un clic sul sito www.vocideibambini.it ogni utente del web potrà prestare la voce ai bambini protagonisti delle storie raccontate, in questo modo, verranno automaticamente pubblicati sulla propria pagina Facebook o Twitter 5 brevi messaggi – uno ogni 4 ore circa – con frasi pronunciate dagli stessi bambini.

Nelle crisi umanitarie i bambini sono sempre i più vulnerabili e a rischio di malattie, malnutrizione, sfruttamento e abuso.

Aiutiamoli! DONIAMO LA VOCE!

Senatrice Puglisi: Asili nido e scuole per l’infanzia antidoto alla diseguaglianza

Conferenza stampa in Senato a favore del disegno di legge 1260.

Roma. Lo scorso giovedì 10 luglio 2014 presso la sala stampa di Palazzo Madama si è tenuta un’importante e urgente conferenza di presentazione del disegno di legge 1260, cui ha partecipato in rappresentanza dell’appello per una nuova legge 0-6 il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia e i Gruppi territoriali regionali, tra cui l’Abruzzo con l’intervento della coordinatrice Anna Ferrante, i pedagogisti universitari rappresentati da Anna Bondioli.
Esplicito l’impegno espresso dalla senatrice Francesca Puglisi (Pd), ”Per la prima volta gli asili nido (…) non sono intesi come strumento di welfare, ma come prima tappa di un percorso di educazione e istruzione. Crediamo che solo con un’educazione di qualita’ fin da subito i bambini abbiano pari opportunita’ per battere la diseguaglianza di partenza”.

Senatrice Francesca Puglisi
Senatrice Francesca Puglisi

Con lei gli altri senatori della VII Commissione chiamati a seguire l’iter legislativo, per far sì che al più presto il disegno legge si traduca in riforma. Nella stessa giornata scadeva infatti il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti per modificare il ddl. n.1260, una sessantina nel totale, resi pubblici dopo la discussione in Commissione Istruzione; i passi successivi dovranno portare all’approvazione della legge.

Le 20mila firme raccolte e presentate in conferenza stampa, sono la voce di tutti coloro che credono e vogliono che i servizi per la prima infanzia siano un diritto educativo di tutti.

Torna operativo l’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

Dopo 574 giorni l’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ha un nuovo assetto e una nuova energia.

Diritto alla vita/al nome
Diritto alla vita/al nome

E’ stato ricostituito l’Osservatorio Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, con  la designazione dei nuovi membri finalmente puòriprendere la sua operatività. La notizia è così riportata sul sito ufficiale del Garante Nazionale per l’infanzia: “Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti con Decreto del 17 giugno 2014 ha designato i nuovi membri dell’Osservatorio: si tratta di 52 rappresentanti di pubbliche amministrazioni nazionali e locali, di enti e associazioni, di organizzazioni del volontariato e del terzo settore ed esperti in materia di infanzia e adolescenza che hanno ricevuto un incarico biennale.” Lo stesso Garante, Vincenzo Spadafora, presenzierà e sarà un anello di congiunzione “tra queste due realtà che, con funzioni diverse, hanno come obiettivo comune l’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia”.

Un po’ di storia…L’Osservatorio venne istituito dalla Legge 451/1997 e regolato dal DPR 14 maggio 2007 n.103 che vedeva il suo affidamento al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro con delega per le politiche della famiglia. Lo scorso 17 giugno 2014 sono stati designati i nuovi membri con Decreto del Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali.

Leggi il Decreto a questo link

Cosa fa… Tra i compiti principali dell’Osservatorio c’è:

  • l’elaborazione del Piano nazionale infanzia, che ha durata biennale e rappresenta il documento fondamentale per la programmazione delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia;
  • predispone la Relazione, ogni due anni, sulla condizione dell’infanzia in Italia e sull’attuazione dei relativi diritti e ogni cinque anni, lo schema del Rapporto del Governo all’Onu sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo del 1989.

Per lo svolgimento delle sue attività si avvale del Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’infanzia e l’adolescenza.

Convegno 0-6 anni: L’educazione futura. Riflessioni del giorno dopo.

Grande affluenza di pubblico ieri al convegno 0-6 anni: L’educazione futura. Nidi e scuole dell’infanzia verso un sistema integrato di qualità, presso l’Aula consiliare di Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università D’Annunzio di Chieti.
Un convegno importante, non solo per l’argomento portante delle riflessioni, il decreto legge n.1260 per una riforma del settore, ma perché nato da una prima, e si spera continuativa collaborazione del Dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico quantitative dell’Università con il Nucleo Coordinamento Pedagogico Regione Abruzzo, e tutte le realtà collegate ai servizi per la prima infanzia (educatori, insegnanti, studenti, docenti, amministratori, ricercatori, imprenditori).
Un convegno rilevante anche per la ricchezza degli interventi, segnali delle numerose forze esistenti nel territorio regionale, e a cui si augura di incontrare maggiore considerazione sia politica che sociale.

Bambini Cittadini ringrazia il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia Abruzzo nella persona di Anna Ferrante in qualità di Tutor del Nucleo, Gaetano Bonetta Direttore del Dipartimento, e con medesima stima tutti i partecipanti.

0-6 anni: L’educazione futura

Nidi e scuole dell’infanzia verso un sistema integrato di qualità.

Finalmente un convegno centrato sul nuovo disegno di legge n.1260: “Disposizioni in materia di sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni e del diritto delle bambine e dei bambini alle pari opportunità di apprendimento” 

organizzato dal Gruppo Nazionale Nidi Infanzia Abruzzo  insieme al “Dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico quantitative” per il giorno 20 maggio 2014, ore 16.30, presso Via dei Vestini, Polo Universitario, Aula Consiliare  “N.Tirinnanzi”, Palazzina ex Rettorato, II piano.

La necessità di una riforma del settore è ormai improrogabile soprattutto in un periodo di crisi economica come quella che stiamo attraversando. E’ fondamentale sostenere, riconoscere e promuovere:

• l’unitarietà del percorso educativo 0-6 anni dal nido alla scuola dell’infanzia;
• l’estensione del nido su tutto il territorio nazionale;
• il nido d’infanzia come servizio educativo e non più come servizio a domanda individuale.

E’ importante la partecipazione affinché si possa creare una rete di relazioni sul territorio,  per questo la sottoscritta, Simona Novacco, come educatrice, membro OTC del Comune di Francavilla al Mare, responsabile di Bambini Cittadini, parteciperà e interverrà al convegno assieme ad altri importanti professionisti in materia:

Gaetano  BonettaDirettore del Dipartimento

Maurizio ParenteGruppo Nazionale Nidi Infanzia

Anna FerranteCoordinatrice Servizi prima infanzia, Teramo

Luana Di Cintio, Stefania Montanaro, Educatrice Servizi prima infanzia e Insegnante Scuola Infanzia Chieti

Paola Liporace, Ilaria Filograsso, Rosy Nardone, Cinzia Turli, Gabriella Pollio, Margherita Befacchia, Luigina Splendiani, Sara Gianvittorio, Monica D’Agostino, Valentina Di Pietro,Maria Forlini, Giusy Di Genoa, Flavia Cruciani, Ylenia Franceschini, Raffaella Basile

Tito Vezio Viola, Servizi prima infanzia, Ortona, in qualità di moderatore.

Insieme, per diffondere una cultura di qualità per l’infanzia nel nostro paese, nella nostra regione.

Scarica la Locandina del Convegno

Gruppo Nazionale Nidi Infanzia Abruzzo

Bambini Cittadini

FIRMIAMO TUTTI PER UNA LEGGE DI RIFORMA DEI SERVIZI EDUCATIVI 0/6 ANNI

Firmiamo tutti per una LEGGE di riforma dei servizi educativi o/6 anni.

La raccolta delle firme a sostegno della mozione per una legge 0/6 anni è prorogata fino al 15 giugno 2014.

Sono già state raccolte diverse firme a sostegno della mozione per una legge di riforma dei servizi educativi 0/6 anni. Tuttavia vogliamo prorogare il termine fino al 15 giugno 2014, accogliendo in tal modo le richieste che ci arrivano da molte parti d’Italia per esprimere con grande forza la necessità e l’urgenza di una legge a sostegno del sistema 0/6 anni.

Proprio in questo periodo è in discussione alla VII Commissione delSenato il disegno di legge n. 1260 “Disposizioni in materia di sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni e del diritto delle bambine e dei bambini alle pari opportunità di apprendimento” (prima firmataria senatrice Francesca Puglisi) che va nella direzione auspicata da noi e che delinea un quadro organico in sintonia con gli ultimi indirizzi della Commissione Europea, prevedendo inoltre fonti difinanziamento certe e un solo Ministero di riferimento per i servizi educativi e per le scuole dell’infanzia.

Tra i punti di forza e di condivisione del disegno di legge, segnaliamo in particolare:

- il rilievo dato alla funzione educativa dei servizi 0/3 e delle scuole dell’infanzia, visti in continuità tra loro sul piano progettuale;

-un rilievo questo coerente, finalmente, con quanto affermano da tempo (e sempre con più evidenza nelle recenti ricerche) le scienze psicologiche e pedagogiche, ma anche le neuroscienze e le scienze economiche, tutte concordi nell’affermare il prezioso investimento sull’infanzia, in termini di capitale umano;

-il superamento, per la fascia 0/3 anni, della definizione di servizio a domanda individuale, una delle cause principali che hanno ostacolato la capillare diffusione a livello nazionale dei servizi rivolti a questa fascia d’età;

-il rientro in campo da parte dello Stato, oltre che con un piano organico di finanziamenti, anche con la definizione o ridefinizione dei livelli essenziali delle prestazioni del sistema, affinché i diritti delle bambine e dei bambini siano garantiti al di là del territorio in cui vivono.

E’ questa pertanto un’occasione straordinaria per rilanciare politiche non occasionali per l’infanzia, che puntino a creare un sistema di servizi sostenibili e di qualità, ad incrementare l’occupazione femminile diretta e indiretta, ad avvicinarci al 33% di offerta nei servizi educativi, attuare la generalizzazione nella scuola dell’infanzia e impegnare lo Stato in modo continuativo.

La petizione può essere firmata a questo link

 

Per ulteriori approfondimenti si consiglia il sito http://www.grupponidiinfanzia.it

Riflessioni post intervista

     Minori, famiglia, comunità.

Da un ricerca europea, Eurochips-bambinisenzasbarre, condotta nel 2013 risulta che i bambini che accedono in carcere in un anno per incontrare il proprio genitore sono circa 100 mila, con una popolazione detenuta che supera le 65mila unità.¹

Il carcere non è pensato per l’infanzia, eppure da questi dati sembra essere diventato un luogo comune per molti bambini che vi si recano per far visita ad un genitore detenuto; anzi nel caso in cui il recluso sia la madre e il minore abbia un’età tra 0 e 6 anni, il carcere può diventarne la casa.

Un panorama del genere richiede alle autorità politiche e sociali nuove soluzioni per dare voce ai diritti dei più piccoli e per proteggerli, facendogli vivere l’esperienza carceraria dei genitori come una fase formativa, evitando che tale condizione si rifletta negativamente sulla loro personalità.

La riforma introdotta in materia dalla Legge n.62 del 21 aprile 2011 “sulla tutela delle relazioni tra figli minori e genitori detenuti o internati”, ha portato diverse innovazioni importanti:

– l’introduzione dell’istituto delle Case Famiglia Protette;

– misure di riguardo per l’assistenza ai figli in caso di malattia o di ricovero in ospedale.

La riforma che ha visto la sua applicazione a partire dal 1° gennaio 2014 ha sostituito la precedente Legge 40/2001 che aveva introdotto la detenzione domiciliare speciale per le madri con figli fino a 10 anni, che era però una misura accessibile a poche donne, a causa dei particolari requisiti richiesti. Con la Legge 62/2011, l’azione alternativa al carcere viene finalmente messa in atto dal momento dell’arresto. La nuova legge doveva però allontanare i bambini dai luoghi di detenzione ma a causa delle “esigenze cautelari di eccezionale rilevanza” ciò non è accaduto, anzi ne consente la permanenza non più al raggiungimento dei 3 anni ma fino al sesto anno di età.

Nella disposizione in esame non si precisa poi, se il distacco del genitore dal bambino una volta raggiunti i sei anni, debba essere improvviso e netto, oppure possa avvenire progressivamente. A livello psico-affettivo il distacco deve essere guidato e graduale. Ciò induce a riflettere sul ruolo essenziale dei servizi sociali di ciascun territorio, del loro intervento per preparare e aiutare ad affrontare la separazione e limitare i traumi di entrambi i soggetti. Le conseguenze di tale rilevanza cautelare ha motivato l’esistenza nel carcere dei nidi, ad esempio in Italia opera l’I.C.A.M. “Istituto a custodia attenuata per detenute madri”, istituito a Milano nel 2006 sulla base di un accordo tra Ministro della Giustizia, Regione Lombardia, Provincia e Comune.

La realtà dell’I.C.A.M., è un primo passo per affrontare il problema della genitorialità in carcere ma, come sottolinea il 6° Rapporto CRC “Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, non risponde all’obiettivo che si era posta la legge: evitare ai bambini la permanenza in un luogo detentivo, che anche se adattato alle esigenze, è pur sempre una realtà carceraria.

Nel mese di maggio si festeggerà la IV Settimana Nazionale del Diritto alla Famiglia che dal 9 al 18 porterà nelle piazze d’Italia un programma ricchissimo di grandi e piccoli eventi. Ad esempio, Pompei sarà meta il prossimo 15 maggio del Convegno di Studi “Chiamati ad accogliere” sul tema dei “Criteri di abbinamento minore/comunità”, cioè sugli elementi valutativi e progettuali che orientano la scelta della comunità residenziale in cui inserire un minore bisognoso di accoglienza, nei casi in cui vi è un’assenza temporanea o parziale delle cure genitoriali.

Il Convegno vuole promuovere un percorso di confronto tra operatori minorili (assistenti sociali territoriali, giudici minorili, responsabili di comunità per minori, …) perché quando si è obbligati ad allontanare un minore dal nucleo familiare, la scelta del contesto diventa importante e deve essere compiuta andando nel dettaglio di quale comunità, sia la più adatta ad un determinato minore e alla sua storia.

    L’accoglienza dei minori presso una famiglia affidataria o presso una comunità educativa rappresenta uno degli strumenti di aiuto al bambino temporaneamente o parzialmente privo di cure parentali adeguate, che s’inseriscono in un più ampio progetto di protezione del minore e, ove possibile, di recupero della sua famiglia.²

Il Convegno ha attivato un apposito Laboratorio online, visualizzabile nel Forum web per operatori dell’accoglienza (indirizzo web: www.progettofamiglia.org/for oppure www.affidofamiliare.it). L’intento è di offrire agli operatori del settore uno spazio di riflessione prima del Convegno, le opinioni e le esperienze riportate nel forum saranno riunite in un documento finale.

    Bambini Cittadini seguirà l’evento proprio perché è un diritto del bambino ricevere le cure adeguate ed è un dovere di noi adulti dare una risposta adeguata a questo diritto.

 

 

 

(1) Capitolo IV Ambiente familiare e misure alternative, pag.57 del 6° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2012-2013.

(2) Documento per la riflessione e il confronto tra operatori minorili e familiari sul tema dell’abbinamento minore/comunità scaricabile a questo link

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR the rights place for children’s content

Si è concluso oggi il Bologna Children’s book fair evento mondiale di editoria per bambini e ragazzi partito lo scorso 24 marzo 2014. Un luogo d’incontro per tutti gli operatori del settore che trovano nella manifestazione l’opportunità di confrontarsi con le ultime tendenze in materia e i loro protagonisti.

Questa prima edizione della Settimana del libro e della cultura per i ragazzi dal titolo “Non ditelo ai grandi”, richiamandosi al noto saggio sull’infanzia della scrittrice americana Premio Pulitzer Alison Lurie, ha in sé il germe dell’innovazione non solo per i contenuti ma per la scelta di aprire il padiglione 33 ad un pubblico di tutte le età.

Hanno cambiato le regole di un gioco che consentiva l’accesso ad eventi di questa tipologia esclusivamente agli addetti al lavoro.

Largo a tutti quindi, appassionati, famiglie, nonni e soprattutto bambini e adolescenti i veri protagonisti delle esposizioni internazionali, dei laboratori e ancora delle mostre, dibattiti, incontri, convegni e spettacoli

Come conferma l’organizzazione della Fiera per ragazzi:

dopo 50 anni di successo per la promozione degli incontri tra i professionisti, abbiamo sentito profondamente l’attualità del tema della formazione culturale dei giovani cittadini del mondo.

Bambini Cittadini per l’occasione, intervisterà nei prossimi giorni, due autori emergenti nella letteratura per l’infanzia che hanno preso parte alla manifestazione bolognese, con il romanzo “Il Mare quadrato”.

A presto.