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8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015

Da pochi giorni è stato diffuso l’8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015.

crc(…) “Il nostro modo di concepire lo sviluppo precoce del bambino e i fattori che lo influenzano è cambiato grazie agli sviluppi delle neuroscienze e alle evidenze prodotte da studi longitudinali, che hanno seguito bambini dalla nascita fino all’età adulta. Oggi sappiamo che l’itinerario di vita di ciascuno, che ha le sue radici nell’eredità genetica e nel decorso della gravidanza, del parto e dei primi giorni di vita, è fortemente influenzato dall’ambiente in cui il bambino si trova a vivere, in particolare nei primissimi anni, quando viene definita l’architettura cerebrale e, con questa, le competenze e le capacità di apprendimento e relazione. È in questa fase precoce della vita che si pongono le basi per lo sviluppo delle capacità cognitive, dell’intelligenza emotiva, delle competenze sociali, della personalità, della relazione con noi stessi e con il mondo; sia che tale relazione si fondi sull’incertezza e la sfiducia o sull’apertura e la fiducia. Quanto accade, o viceversa quanto non accade, nei primi anni di vita ha effetti su tutta l’esistenza, tanto che si dice che  i primi anni durano per sempre.

Purtroppo, accade che le cure, la nutrizione, l’ambiente fisico talvolta non siano adeguati a garantire il pieno dispiegarsi del potenziale di ogni bambino con conseguenze che si fanno sentire sullo stato di salute fisica e mentale, sul percorso scolastico, sulla vita di relazione e, più tardi, sulla vita produttiva e sociale. Queste carenze e questi eventi negativi vengono definiti come fattori di rischio, che aumentano cioè la probabilità di esiti negativi in termini di salute, benessere e capacità di contribuire alla società.

I principali fattori di rischio sono: malattie congenite e condizioni dovute a uno sfavorevole decorso della gravidanza o del parto; alimentazione carente sotto il profilo quantitativo e qualitativo; cure genitoriali inadeguate; violenza domestica; discriminazione ed esclusione sociale; inquinamento ambientale; assenza di opportunità di relazioni affettive e sociali positive e di apprendimento, come quelle offerte da servizi educativi di qualità.

In Italia, non sono pochi i bambini che soffrono di una o più situazioni di vulnerabilità.

8° rapporto8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015